Neuroma di Morton: sintomi, cause, diagnosi e cosa può aiutare il piede

Il neuroma di Morton è una condizione dolorosa dell’avampiede che può rendere difficile camminare e indossare determinate scarpe. Ecco come riconoscerlo, quali sono le cause più comuni, come viene diagnosticato e quali approcci possono aiutare a ridurre la pressione sul piede.

Camminare dovrebbe essere uno dei gesti più naturali che compiamo ogni giorno. Eppure, quando compare un dolore bruciante nell’avampiede, tra le dita del piede, anche pochi passi possono diventare fastidiosi.

Una delle possibili cause è il neuroma di Morton, chiamato anche neuroma intermetatarsale o nevralgia di Morton.

Nonostante il nome, non si tratta propriamente di un tumore del nervo. Il termine “neuroma” è infatti diventato tradizionale, mentre dal punto di vista anatomopatologico la condizione è caratterizzata soprattutto da ispessimento e alterazioni fibrose dei tessuti intorno al nervo, associate a irritazione e compressione ripetuta.

Che cos’è il neuroma di Morton?

Il neuroma di Morton interessa generalmente uno dei nervi digitali che passano tra le ossa metatarsali.

È particolarmente frequente tra il terzo e il quarto metatarso, anche se può comparire in altri spazi intermetatarsali.

Il problema nasce quando il nervo viene sottoposto ripetutamente a pressione, compressione o irritazione. Nel tempo i tessuti circostanti possono ispessirsi e rendere ancora più difficile lo scorrimento del nervo.

Il risultato può essere un dolore molto caratteristico nell’avampiede, che talvolta si irradia verso le dita.

Perché si chiama neuroma di Morton?

Il nome deriva dal medico statunitense Thomas G. Morton, che nel XIX secolo descrisse questa particolare sindrome dolorosa dell’avampiede.

Il termine “neuroma”, tuttavia, può essere fuorviante: non indica in questo caso una neoplasia del nervo. Per questo nella letteratura medica moderna si incontrano anche espressioni come interdigital neuralgia o intermetatarsal neuroma.


Quali sono le cause del neuroma di Morton?

L’origine è generalmente multifattoriale. Non esiste quindi necessariamente una sola causa.

Tra i fattori che possono aumentare la pressione sull’avampiede troviamo:

  • scarpe strette o con punta affusolata;
  • uso prolungato di tacchi alti;
  • attività che sottopongono ripetutamente l’avampiede a carico e pressione;
  • corsa e altri sport ad alto impatto;
  • alcune caratteristiche della forma del piede;
  • alluce valgo;
  • dita a martello;
  • piede piatto o piede cavo;
  • precedenti traumi del piede;
  • alterazioni della meccanica del passo.

Le calzature sono particolarmente importanti: una scarpa stretta può comprimere l’avampiede, mentre il tacco alto aumenta il carico sulle teste metatarsali. Anche attività come corsa e salti possono aumentare la sollecitazione della zona.


Neuroma di Morton: quali sono i sintomi?

Il sintomo più caratteristico è un dolore bruciante o pungente nell’avampiede.

Il dolore può essere descritto come:

  • una fitta improvvisa;
  • una sensazione di bruciore;
  • una scossa elettrica;
  • la sensazione di avere un sassolino o un corpo estraneo nella scarpa;
  • dolore che si irradia verso le dita.

Possono comparire anche:

  • formicolio;
  • intorpidimento;
  • alterazione della sensibilità;
  • dolore durante la camminata;
  • maggiore fastidio quando si indossano scarpe strette.

In alcuni casi può comparire anche il cosiddetto click di Mulder, una sensazione di scatto provocata dalla compressione dell’avampiede durante l’esame clinico.

Una caratteristica interessante è che molte persone avvertono sollievo togliendo la scarpa e diminuendo la pressione sull’avampiede.


Come viene diagnosticato il neuroma di Morton?

La diagnosi viene generalmente formulata a partire da:

  1. descrizione dei sintomi;
  2. esame clinico del piede;
  3. valutazione della sensibilità e del dolore;
  4. eventuale esecuzione di manovre specifiche, come il test di Mulder.

Gli esami strumentali possono essere utilizzati quando necessario, soprattutto per confermare il sospetto o escludere altre cause del dolore dell’avampiede.

L’ecografia può essere utile in determinati casi, mentre la risonanza magnetica viene generalmente riservata a situazioni selezionate. Il neuroma di Morton, infatti, viene spesso diagnosticato soprattutto attraverso la storia clinica e l’esame obiettivo.

Per questo è importante non attribuire automaticamente ogni dolore nell’avampiede a un neuroma: altre condizioni possono produrre sintomi simili.


Cosa si può fare per alleviare il dolore?

Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi e dalla loro durata.

Nelle fasi iniziali si cerca generalmente di ridurre la pressione e l’irritazione del nervo.

1. Scegliere scarpe più adatte

È uno dei primi aspetti da considerare.

Meglio preferire:

  • scarpe con punta ampia;
  • calzature comode;
  • tacco basso;
  • suola sufficientemente morbida;
  • spazio adeguato per le dita.

Vanno invece limitate le scarpe molto strette, appuntite o con tacchi alti.

2. Ridurre temporaneamente le attività che provocano dolore

Se corsa, salti o lunghe camminate aumentano i sintomi, può essere utile ridurre temporaneamente queste attività e riprenderle gradualmente quando il dolore migliora.

3. Supporti e plantari

In alcuni casi possono essere utilizzati supporti o cuscinetti metatarsali per ridistribuire il carico e diminuire la pressione sull’area interessata.

Non tutti i plantari funzionano allo stesso modo e la loro utilità dipende dalla situazione individuale.

4. Infiltrazioni e altri trattamenti

Se le misure conservative non sono sufficienti, uno specialista può valutare trattamenti come infiltrazioni di corticosteroidi e anestetico locale o altre procedure.

Nei casi persistenti e particolarmente invalidanti può essere presa in considerazione la chirurgia.


E la riflessologia plantare?

Qui è importante fare una distinzione.

La riflessologia plantare non deve essere presentata come trattamento medico del neuroma di Morton e non sostituisce la diagnosi di un medico o di uno specialista del piede.

Può però essere considerata, nell’ambito di una pratica complementare, come un approccio rivolto al rilassamento e alla percezione del piede, soprattutto quando viene utilizzata con manualità delicate e senza provocare dolore.

Nel caso di un piede dolorante, l’obiettivo dell’operatore dovrebbe quindi essere prima di tutto non aumentare la compressione o l’irritazione della zona.

Il principio è semplice: quando un piede comunica dolore, non bisogna forzarlo.


Il piede ha bisogno di spazio

Questo aspetto merita particolare attenzione.

Nel neuroma di Morton il problema è proprio legato all’irritazione e alla compressione di un nervo nell’avampiede. Per questo, prima ancora di pensare a qualsiasi tecnica manuale, è importante chiedersi:

quanto spazio stiamo davvero lasciando al nostro piede?

Scarpe troppo strette, tacchi elevati e attività che aumentano fortemente il carico sull’avampiede possono contribuire a mantenere il problema.

A volte la prima forma di cura consiste semplicemente nel togliere ciò che continua a irritare.


Quando è importante rivolgersi a uno specialista?

Un dolore persistente all’avampiede non dovrebbe essere sottovalutato.

È opportuno rivolgersi a un medico o a uno specialista se:

  • il dolore è intenso;
  • il dolore limita la normale camminata;
  • compaiono formicolio o perdita di sensibilità;
  • i sintomi peggiorano;
  • il dolore continua nonostante il cambio di calzature e la riduzione del carico;
  • il dolore compare dopo un trauma.

La diagnosi differenziale è importante perché non tutti i dolori dell’avampiede sono dovuti al neuroma di Morton.


Ascoltare il piede prima che il dolore diventi un limite

Il neuroma di Morton ci ricorda qualcosa di molto concreto: il piede registra ogni giorno il modo in cui lo trattiamo.

Camminiamo, corriamo, stiamo in piedi, saliamo le scale. E tutto questo peso passa attraverso strutture relativamente piccole.

Una scarpa che stringe oggi può sembrare soltanto scomoda. Un appoggio alterato può sembrare un dettaglio. Una piccola irritazione può essere ignorata.

Poi, a volte, il piede comincia a parlare più forte.

Accorgersi di questi segnali significa non aspettare necessariamente che il dolore diventi importante prima di ascoltarli.

E forse, anche nel caso del neuroma di Morton, la prima attenzione da dedicare al piede è proprio quella di lasciargli spazio.

gaobi

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