Terzo principio dello yoga: coltivare l’equilibrio energetico
Siamo costantemente attraversati dalle forze dell’universo. Tutto ciò che esiste è movimento, trasformazione, alternanza di energie che si incontrano e si influenzano reciprocamente. Anche dentro di noi queste forze agiscono continuamente, accompagnando i nostri pensieri, le emozioni, i desideri e il modo in cui affrontiamo la vita. Coltivare l’equilibrio energetico significa imparare a riconoscere queste dinamiche e accorgersi di come si manifestano nella nostra quotidianità.
Per comprendere meglio questo principio possiamo avvicinarci al Sāṃkhya, una delle sei scuole classiche della filosofia indiana. Secondo questa tradizione, la realtà si fonda su due principi fondamentali: Puruṣa, la coscienza pura, e Prakṛti, la natura o materia. Puruṣa rappresenta il principio cosciente, mentre Prakṛti è la forza originaria dalla quale prendono forma tutte le manifestazioni della natura, compresi i processi mentali.
La Prakṛti è caratterizzata da tre qualità fondamentali, chiamate Guna: Rajas, Tamas e Sattva. Queste qualità descrivono differenti modalità attraverso cui la natura si manifesta e agisce, influenzando anche la nostra mente, i pensieri, le emozioni e i comportamenti. La loro combinazione, sempre mutevole e diversa in ogni individuo, contribuisce a plasmare l’individualità di ciascuno.
I Guna diventano così una chiave interessante per osservare il nostro mondo interiore. Ci aiutano a riconoscere gli schemi di pensiero, le reazioni emotive e le tendenze che accompagnano le nostre giornate. La loro conoscenza trova spazio anche nella pratica e nell’insegnamento dello yoga, dove diventa uno strumento per comprendere le diverse condizioni energetiche e mentali.
Rajas: l’energia del movimento e del desiderio
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Rajas è la qualità del movimento, dell’azione, della passione e del desiderio. È quella forza che ci spinge verso qualcosa, alimenta le aspirazioni e ci mette in relazione con il mondo attraverso l’agire. Alla sua origine troviamo spesso una sensazione di bisogno: desideriamo raggiungere un obiettivo, ottenere qualcosa che immaginiamo possa renderci felici o colmare una mancanza.
Quando questa spinta diventa particolarmente intensa, il desiderio può trasformarsi in inquietudine e ossessione. La mente rimane continuamente proiettata verso ciò che vorremmo ottenere, mentre l’inattività viene vissuta come una perdita di tempo o come il rischio di lasciarsi sfuggire qualcosa di importante.
Quando finalmente raggiungiamo l’oggetto del nostro desiderio, possiamo sperimentare una sensazione di appagamento e ritrovare temporaneamente la calma. Poi, spesso, nasce un nuovo desiderio e il movimento riprende.
Rajas è tuttavia una forza indispensabile per la vita. È l’energia che ci permette di alzarci al mattino, affrontare gli impegni, dedicarci ai nostri progetti e trovare la motivazione per agire. Quando è presente in equilibrio, sostiene la vitalità e alimenta la capacità di trasformare le intenzioni in azioni. Una sua eccessiva predominanza può invece manifestarsi attraverso agitazione, irrequietezza e difficoltà ad addormentarsi la sera.
Tamas: l’energia della stabilità e del riposo
Tamas rappresenta la pesantezza, l’inerzia, l’oscurità e la tendenza all’immobilità. Quando questa qualità prevale, la mente può diventare confusa e poco lucida, accompagnata da indecisione, letargia e difficoltà a trovare la motivazione per agire. In alcune condizioni, questa tendenza può favorire comportamenti che danneggiano noi stessi o le persone intorno a noi.
Anche Tamas, però, svolge una funzione essenziale nella nostra esistenza. È la qualità che ci permette di rallentare, lasciare spazio al silenzio e concederci il riposo. Pensiamo alla sera, quando il movimento della giornata comincia a diminuire, il corpo si abbandona alla quiete e la mente si prepara al sonno. Tamas accompagna questo passaggio, favorendo il recupero delle energie e il senso di stabilità.
È una forza che ci ricorda quanto siano importanti le pause, il radicamento e il contatto con la dimensione più concreta della nostra esistenza.
Sattva: l’energia della chiarezza e dell’armonia
Sattva descrive uno stato mentale caratterizzato da chiarezza, equilibrio, leggerezza e tranquillità. È la qualità che favorisce la comprensione, la lucidità e un senso di appagamento che nasce dall’interno.
Quando Sattva si manifesta, possiamo osservare le situazioni con maggiore serenità, sentendoci più disponibili e gentili verso noi stessi e gli altri. I pensieri diventano più limpidi, le emozioni trovano uno spazio armonioso e il nostro modo di agire acquista naturalezza.
La filosofia dello yoga riconosce in Sattva una condizione particolarmente favorevole alla ricerca interiore e alla meditazione. È uno stato nel quale possiamo muoverci nel mondo con maggiore equilibrio, perché il nostro centro interiore diventa il punto dal quale osservare e incontrare ciò che accade.
Le circostanze cambiano, le esperienze si trasformano e la vita attraversa i suoi continui alti e bassi. Sattva ci permette di coltivare uno spazio di quiete e chiarezza, dal quale affrontare ogni esperienza con maggiore armonia.
La lampada a olio: tre qualità, una sola luce
Nella Sāṃkhya Kārikā, uno dei testi fondamentali della filosofia Sāṃkhya, troviamo una delle immagini più belle per comprendere l’interazione dei tre Guna: la lampada a olio.
Immaginiamo una piccola lampada accesa. Il suo contenitore, solido e pesante, poggia sulla terra e richiama la natura di Tamas. Al suo interno si trova l’olio, fluido e capace di alimentare il movimento della fiamma, simbolo di Rajas. Infine c’è lo stoppino, bianco e pulito, che richiama la qualità luminosa di Sattva.
Tre elementi differenti, tre nature distinte, eppure indispensabili l’una all’altra.
Il recipiente offre sostegno, l’olio alimenta il movimento, lo stoppino permette alla fiamma di manifestarsi. Dalla loro collaborazione nasce la luce.
È una metafora meravigliosa della nostra stessa esistenza. Anche dentro di noi queste tre qualità collaborano continuamente: abbiamo bisogno della stabilità per sentirci radicati, dell’energia per muoverci e della chiarezza per orientarci. Ogni qualità trova il proprio significato nell’incontro con le altre, contribuendo a mantenere vivo il nostro equilibrio.
Come nella lampada, anche nella vita la luce nasce dall’armonia di elementi differenti. Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno dell’energia di Rajas per intraprendere un nuovo percorso, altri in cui Tamas ci accompagna verso il riposo e altri ancora in cui Sattva ci permette di ritrovare chiarezza e serenità.
L’equilibrio energetico prende forma proprio attraverso questa alternanza, nella quale ogni forza trova il proprio momento per esprimersi.
Hatha Yoga: ritrovare l’equilibrio tra le energie
L’Hatha Yoga si inserisce in questo percorso come pratica orientata all’equilibrio delle energie. Attraverso le posture, il respiro e l’attenzione rivolta al corpo, possiamo osservare le diverse condizioni interiori e sperimentare come le qualità dei Guna si manifestano durante la pratica.
Una sequenza dinamica può risvegliare l’energia quando prevale Tamas, favorendo il movimento e la vitalità. Una pratica più lenta, accompagnata da un respiro regolare e da posture mantenute con stabilità, può invece aiutare a calmare un’eccessiva attività rajasica.
La ricerca di Sattva trova spazio nella qualità della presenza, nella tranquillità del respiro e nella capacità di abitare ogni postura con lucidità e naturalezza.
Anche l’immobilità, che abbiamo esplorato nel precedente principio dello yoga, assume qui un significato particolare. Fermare il corpo permette di osservare il movimento interiore, percepire le energie che ci attraversano e riconoscere ciò che accade dentro di noi.
La pratica diventa così un’occasione per incontrare le nostre tendenze, comprendere i cambiamenti e sperimentare nuove modalità di equilibrio.
I tre Guna sono sempre presenti, in proporzioni differenti e in continua trasformazione. Ognuno svolge una funzione nella grande danza della natura: Rajas mette in movimento, Tamas offre stabilità e riposo, Sattva illumina e armonizza.
Coltivare l’equilibrio energetico significa imparare ad accorgersi di quale forza sta guidando i nostri pensieri e le nostre azioni, riconoscere ciò di cui abbiamo bisogno e lasciare che ogni energia trovi il proprio momento per manifestarsi.
E tu, riesci ad accorgerti di quale dei tre Guna accompagna più spesso le tue giornate?
gaobi
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