| 

Arteterapia: il canto e il quinto chakra Vishuddha

Ti è mai capitato di avere una canzone in testa per un’intera giornata? Una melodia che ritorna mentre cammini, prepari il pranzo o svolgi le attività quotidiane, fino a ritrovarti a canticchiarla quasi senza accorgertene?

Cantare è una delle forme espressive più spontanee e accessibili. La voce diventa musica, il respiro accompagna le note e qualcosa dentro di noi trova la possibilità di manifestarsi. Non occorre essere cantanti professionisti: basta lasciarsi guidare da una melodia e concedersi il piacere di esprimersi.

Ma il canto è molto più di un gesto piacevole. Nella tradizione yogica è profondamente legato al quinto chakra, Vishuddha, mentre la ricerca scientifica sta esplorando i suoi effetti sul benessere psicologico, sulla gestione dello stress e sulla relazione con gli altri.

Vishuddha: il quinto chakra, la voce e l’espressione di sé

Nella tradizione yogica, Vishuddha è il quinto chakra, conosciuto come chakra della gola. Il suo nome sanscrito viene generalmente tradotto con il significato di «purificazione». La sua simbologia è associata alla voce, al suono, alla comunicazione e alla capacità di esprimere ciò che siamo.

Vishuddha viene tradizionalmente rappresentato con il colore azzurro e collegato all’elemento etere, lo spazio nel quale il suono si diffonde. È il centro simbolico attraverso cui il mondo interiore incontra quello esterno: pensieri, emozioni, intuizioni e desideri possono trovare una voce e diventare comunicazione.

Pensiamo a quante volte una canzone riesce a esprimere ciò che proviamo meglio di un lungo discorso. Una melodia può raccontare la gioia, la nostalgia, la speranza o il desiderio di libertà. A volte basta pronunciare poche parole cantandole per dare forma a un’emozione che faticava a emergere.

In questa prospettiva, il canto diventa un’esperienza di ascolto ed espressione: ascoltiamo la nostra voce, percepiamo le vibrazioni nel corpo e ci accorgiamo di ciò che si muove dentro di noi.

Accorgersi della propria voce significa anche chiedersi quanto spazio concediamo alla nostra espressione autentica.

Riusciamo a comunicare ciò che sentiamo? Esprimiamo i nostri desideri? Troviamo il coraggio di dare voce alle nostre idee? Il quinto chakra ci invita simbolicamente a esplorare proprio questo territorio: il rapporto tra ciò che siamo interiormente e ciò che scegliamo di condividere con il mondo.

Il canto può diventare un piccolo laboratorio personale in cui sperimentare la libertà di esprimersi, senza preoccuparsi della perfezione della voce o del giudizio altrui.

Il canto e il benessere: cosa dice la ricerca scientifica?

La ricerca scientifica ha dedicato crescente attenzione al rapporto tra canto e salute psicologica. Gli studi esaminano soprattutto l’umore, il benessere percepito, lo stress e gli effetti del canto condiviso.

Una ricerca pubblicata nel Journal of Voice, basata sulle risposte di 847 coristi adulti, ha rilevato un’associazione positiva tra l’esperienza del canto corale, il benessere percepito e alcuni aspetti della salute mentale. I benefici riferiti risultavano associati anche alla durata della partecipazione al coro e al coinvolgimento nell’attività. Trattandosi di uno studio osservazionale, i risultati descrivono associazioni e percezioni dei partecipanti, senza dimostrare da soli un rapporto diretto di causa ed effetto.

Un altro studio, pubblicato nel 2024 sul Journal of Religion and Health, ha esaminato gli effetti della vocalizzazione e della ripetizione mentale del suono OM. I 34 partecipanti hanno preso parte a una sessione di dodici minuti. Dopo l’attività, entrambi i gruppi hanno mostrato una diminuzione del cortisolo salivare e dell’ansia riferita; la riduzione dell’ansia è risultata maggiore nel gruppo che vocalizzava il suono. Il campione era contenuto, perciò i risultati rappresentano un’indicazione interessante da approfondire con ulteriori ricerche.

Questi risultati ci aiutano a comprendere perché cantare possa essere vissuto come un’esperienza rigenerante. Il canto coinvolge contemporaneamente attenzione, respiro, produzione della voce e percezione delle sensazioni corporee. Quando cantiamo una melodia che amiamo, possiamo inoltre spostare l’attenzione dalle preoccupazioni a un’esperienza piacevole e coinvolgente.

Anche il canto di gruppo merita attenzione: seguire lo stesso ritmo, ascoltare le altre voci e costruire un’esperienza musicale condivisa può favorire il senso di appartenenza e la connessione sociale. Una canzone cantata insieme diventa un punto d’incontro, anche tra persone che hanno storie ed esperienze molto diverse.

La ricerca sul canto presenta risultati promettenti, sebbene gli effetti varino in base alle persone, al tipo di attività e alle condizioni in cui viene praticata. Il messaggio più interessante è che la voce, uno strumento che ci accompagna fin dalla nascita, può diventare anche una risorsa quotidiana per coltivare il benessere.

Canto, respiro e vibrazione: ritrovare il contatto con sé

Quando cantiamo, il respiro assume un ruolo centrale. L’inspirazione prepara la frase musicale, mentre l’espirazione sostiene l’emissione della voce. Seguire una melodia ci invita quindi a prestare attenzione al ritmo respiratorio e al modo in cui il corpo accompagna il suono.

Possiamo percepire le vibrazioni nella gola, nel petto, nel viso e nella bocca. Questa esperienza sensoriale rende il canto un’occasione per ritornare al corpo e osservare ciò che accade nel momento presente.

Nelle tradizioni yogiche, la vocalizzazione dei mantra e del suono OM viene utilizzata anche nelle pratiche contemplative. La ripetizione del suono può accompagnare la concentrazione e il raccoglimento. La ricerca scientifica ha iniziato a studiare alcune di queste pratiche, ma il loro significato spirituale appartiene a un ambito distinto da quello delle misurazioni fisiologiche.

Dal punto di vista naturopatico, possiamo valorizzare il canto come un’attività semplice da inserire nella quotidianità, insieme ad altre abitudini che sostengono il benessere. Non serve aspettare un momento speciale: possiamo cantare mentre camminiamo, riordiniamo casa o ci prepariamo per affrontare una nuova giornata.

Un esercizio di arteterapia: risvegliare Vishuddha attraverso il canto

Dedica qualche minuto a questa piccola esperienza.

1. Scegli una melodia. Pensa a una canzone che ami, che ti trasmette gioia o che rispecchia il tuo stato d’animo.

2. Ascolta il respiro. Prima di iniziare, concediti qualche istante per percepire l’aria che entra e che esce. Lascia che il respiro trovi il suo ritmo naturale.

3. Lascia uscire la voce. Canticchia la melodia, pronuncia le parole oppure prolunga delicatamente una vocale, come «A» o «O». Ascolta il suono e osserva le sensazioni che accompagna.

4. Accorgiti di ciò che provi. Ti senti più leggero? Avverti una vibrazione nella gola o nel petto? La melodia risveglia un ricordo, un’emozione o il desiderio di muoverti?

5. Concludi in silenzio. Quando hai terminato, resta qualche secondo ad ascoltare le sensazioni del corpo e il tuo stato d’animo.

Non esiste una voce giusta da raggiungere. L’esercizio è un invito a esplorare la tua espressività, lasciando che il canto diventi un momento di libertà e ascolto personale.

Il canto come arte accessibile a tutti

La musicoterapia è un ambito specifico e articolato, che utilizza la musica all’interno di percorsi strutturati condotti da professionisti qualificati. Il canto spontaneo di cui abbiamo parlato appartiene invece alle tante esperienze creative che possiamo vivere nella quotidianità.

Possiamo cantare per divertimento, per accompagnare un’emozione, per condividere un momento con qualcuno o semplicemente perché una melodia ci fa stare bene.

Forse è proprio questa la bellezza del canto: ci ricorda che l’espressione artistica può cominciare da un gesto semplice, senza attrezzature e senza particolari competenze. La nostra voce è già qui, pronta a trasformare il respiro in suono.

Nella simbologia di Vishuddha, questo gesto ci riporta al valore della comunicazione e dell’espressione autentica. La ricerca scientifica, dal canto suo, offre indicazioni interessanti sui possibili benefici dell’attività vocale per il benessere psicologico e sociale.

Due prospettive differenti che ci invitano a esplorare una possibilità concreta: dedicare spazio alla nostra voce e accorgerci di ciò che può risvegliare.

E tu, quando è stata l’ultima volta che hai cantato liberamente, soltanto per il piacere di farlo? Forse oggi stesso?

gaobi

Candela Chakra
Con pietre burattate naturali
Voto medio su 18 recensioni: Buono
€ 19,90

🌿 Se vuoi, possiamo continuare il viaggio

Se questo articolo ti ha lasciato qualcosa, puoi ricevere di tanto in tanto le novità di Infinito Benessere direttamente nella tua email.

Pensieri, approfondimenti e Il Sabato dell’Accorgersi, senza riempire la casella di posta.

Solo quando c’è qualcosa da raccontare.

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *