Ho’oponopono: Ti amo e Grazie, due parole che possono cambiare il modo in cui guardiamo ciò che accade
L’arte hawaiana dell’Ho’oponopono è conosciuta soprattutto attraverso quattro semplici parole: Mi dispiace, Perdonami, Ti amo, Grazie.
Oggi, però, voglio fermarmi su due di queste parole: Ti amo e Grazie.
Lo faccio per un motivo molto personale. Ci sono giornate in cui alcune situazioni ci toccano più profondamente, parole che rimangono dentro, comportamenti che ci sembrano ingiusti o persone che riescono, magari con una sola frase, a far emergere una reazione immediata.

È proprio in quei momenti che mi piace ricordare quanto possano essere potenti due parole semplicissime.
Grazie.
Ti amo.
Quando le parole rimangono dentro di noi
Pronunciare queste parole ad alta voce può essere un’esperienza intensa. Ma esiste anche un modo ancora più discreto di utilizzarle.
Possiamo semplicemente pensarle.
Immaginiamo una situazione nella quale qualcuno ci ha ferito, ci ha fatto arrabbiare oppure ha detto qualcosa che ci ha dato fastidio.
La prima reazione può essere quella di rispondere.
Vorremmo spiegare le nostre ragioni, dimostrare che abbiamo ragione, convincere l’altra persona del nostro punto di vista. E mentre prepariamo mentalmente la risposta, continuiamo a rivivere la situazione.
È qui che possiamo fare una piccola pausa.
Respirare.
E dentro di noi ripetere:
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Poi:
Ti amo.
Ti amo.
Ti amo.
Senza bisogno di pronunciarlo.
Solo nella nostra mente.
Un piccolo esercizio di Ho’oponopono
La prossima volta che qualcosa ti fa reagire, prova a osservare cosa accade dentro di te.
Prima di rispondere, concediti qualche istante.
Porta l’attenzione al respiro e lascia che nella mente compaiano lentamente queste due parole:
Grazie. Ti amo.
Ripetile con calma, anche per pochi secondi.
Può sembrare un gesto piccolissimo, quasi insignificante.
Eppure proprio qui, secondo la mia esperienza, può accadere qualcosa di interessante.
L’attenzione comincia a spostarsi.
Dalla persona che abbiamo davanti torniamo verso di noi.
Dalla situazione torniamo al modo in cui la stiamo vivendo.
E qualcosa può iniziare a cambiare.
Quando accade qualcosa di sorprendente
A volte succede una cosa curiosa.
La persona che ci ha ferito può tornare sui propri passi. Può arrivare una parola che non aspettavamo, un chiarimento, persino una richiesta di perdono.
Altre volte la situazione rimane esattamente com’era.
Eppure siamo noi ad accorgerci che qualcosa è cambiato.
Quella frase che prima continuava a tornare nella mente perde intensità.
Quel comportamento che ci faceva arrabbiare occupa meno spazio.
Quella persona continua a essere la stessa, eppure dentro di noi la sua presenza ha un peso diverso.
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti di questo semplice esercizio.
Cosa cambia davvero?
Quando pensiamo Grazie e Ti amo, non stiamo necessariamente chiedendo che l’altra persona cambi.
Stiamo osservando ciò che accade dentro di noi.
La nostra percezione partecipa profondamente al modo in cui viviamo gli eventi. Una stessa situazione può essere osservata da prospettive differenti e generare emozioni molto diverse.
Questo non significa ignorare ciò che è accaduto.
Significa accorgersi di quanto spazio continuiamo a concedergli.
Possiamo chiederci:
Quanta energia sto ancora dando a questa situazione?
Quanto potere ha ancora quella persona sulle mie emozioni?
Cosa succede se, per qualche istante, smetto di alimentare la reazione e torno semplicemente a me?
Sono domande semplici, ma possono aprire uno spazio nuovo.
Grazie e Ti amo
Forse è proprio questo che mi affascina di queste due parole.
Grazie può diventare un modo per interrompere, anche solo per un momento, il flusso dei pensieri.
Ti amo può diventare un richiamo verso un atteggiamento più morbido, verso di noi e verso ciò che stiamo vivendo.
Non sappiamo in anticipo cosa accadrà fuori.
Possiamo però osservare cosa accade dentro.
E a volte basta questo per accorgerci che una situazione che sembrava enorme ha iniziato lentamente a perdere la sua presa.
Forse qualcuno ci sorprenderà chiedendoci scusa.
Forse riceveremo una risposta diversa da quella che immaginavamo.
Oppure non cambierà assolutamente nulla nella situazione esterna.
Eppure potremmo accorgerci di qualcosa di ancora più interessante:
non ci colpisce più allo stesso modo.
La situazione è rimasta lì.
A essere cambiato è il nostro modo di guardarla.
Il potere di accorgersi
È questo il piccolo esperimento che oggi voglio condividere con te.
La prossima volta che qualcosa ti farà reagire, prova a fermarti prima di rispondere.
Dentro di te, lentamente:
Grazie.
Grazie.
Grazie.
E poi:
Ti amo.
Ti amo.
Ti amo.
Osserva.
Senza aspettarti un risultato preciso.
Accorgiti di ciò che succede nei tuoi pensieri, nel corpo, nelle emozioni.
Forse qualcosa cambierà nella situazione.
Forse cambierà qualcosa dentro di te.
E forse scoprirai che la vera sorpresa dell’Ho’oponopono sta proprio qui: nel momento in cui cambiamo il nostro modo di reagire a ciò che accade, la nostra esperienza di quella situazione si trasforma.
gaobi
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