Disegnare la propria famiglia: esercizio di Arteterapia
Ti propongo un esercizio di Arteterapia semplice da realizzare, ma sorprendentemente profondo: disegnare la propria famiglia.
Prendi un foglio e lascia che la mano rappresenti, senza pensarci troppo, le persone che senti appartenere alla tua famiglia. Puoi disegnare te stesso, i genitori, i figli, i fratelli, i nonni oppure qualsiasi altra persona che, per te, rappresenti il tuo nucleo familiare.
Non serve saper disegnare e non stiamo cercando un disegno bello. L’obiettivo è lasciare spazio al gesto spontaneo e osservare ciò che emerge.
Disegnare la famiglia senza pensarci troppo
Prova a fare il disegno di impulso, senza progettare prima dove collocare le persone e senza preoccuparti delle proporzioni.
Lascia che sia la mano a scegliere.
Una volta terminato, fermati qualche istante e osserva il foglio.
È proprio in questo momento che il disegno può diventare uno strumento interessante di osservazione e conoscenza di sé.
Chi hai disegnato per primo? Chi hai messo vicino a chi? Chi è lontano? Chi guarda qualcuno e chi invece guarda altrove? C’è qualcuno che dà le spalle?
E ancora: chi occupa più spazio? Chi appare più piccolo? Chi è al centro? Chi sembra isolato?
Anche ciò che fanno i personaggi può attirare la nostra attenzione. Uno parla? Qualcuno cammina? C’è chi lavora, chi osserva, chi gioca o chi sembra completamente immerso in qualcosa?
Per chi opera nell’ambito dell’Arteterapia, questi elementi possono diventare spunti preziosi per comprendere come la persona percepisce le proprie relazioni familiari.
Il disegno non offre una diagnosi e non può essere interpretato come una fotografia oggettiva della famiglia. Racconta piuttosto una rappresentazione personale, fatta di vissuti, emozioni, percezioni e significati.
Il disegno e le dinamiche familiari
Quando osserviamo una rappresentazione familiare, possiamo accorgerci di particolari che nella vita quotidiana rimangono sullo sfondo.
Le distanze tra i personaggi, la loro posizione, gli sguardi, i gesti e le dimensioni possono aprire domande sulle dinamiche familiari percepite dalla persona.
In questo senso, il disegno può ricordare, per certi aspetti, la profondità con cui vengono esplorate le relazioni nelle costellazioni familiari. Si tratta naturalmente di approcci differenti, con strumenti e presupposti differenti, ma entrambi possono portare l’attenzione sul sistema di relazioni nel quale la persona si percepisce inserita.
Il valore dell’esercizio sta soprattutto nelle domande che il disegno riesce ad aprire.
L’ambiente in cui viviamo ci influenza
C’è un altro aspetto che considero fondamentale.
Siamo sempre immersi in un ambiente.
La famiglia rappresenta uno dei primi ambienti nei quali cresciamo. Da questo ambiente riceviamo parole, gesti, emozioni, abitudini, modelli e modi di stare in relazione.
In qualche modo, ci nutriamo continuamente dell’ambiente che ci circonda.
Questo vale per la famiglia, ma anche per la casa nella quale viviamo, il lavoro, le amicizie, le relazioni e i luoghi che frequentiamo.
L’ambiente può sostenerci, nutrirci e favorire il nostro benessere. Può anche diventare fonte di tensione e di sofferenza.
L’ambiente ha un’influenza profonda sulla nostra esperienza e, quando è possibile, trasformare ciò che ci circonda può diventare parte del nostro percorso di benessere.
Ora prova a disegnare la tua famiglia
Prendi un foglio e disegna la tua famiglia come ti viene spontaneo rappresentarla oggi.
Non correggere il disegno. Non cancellare perché una figura ti sembra troppo grande o troppo piccola. Non cercare di rendere tutto più bello o più ordinato.
Lascia semplicemente che emerga la tua rappresentazione.
Quando hai finito, osserva il foglio e prova a chiederti:
Chi hai messo vicino a te?
Chi hai lasciato lontano?
Chi guarda chi?
Chi dà le spalle a qualcuno?
Chi occupa più spazio?
Cosa sta facendo ciascun personaggio?
E soprattutto:
Che cosa ti racconta questo disegno della tua famiglia e del tuo modo di viverla?
Non cercare necessariamente una risposta immediata. A volte è proprio l’osservazione a far emergere qualcosa che prima rimaneva sullo sfondo.
Vuoi condividere il tuo disegno?
Se desideri sperimentare questo esercizio, puoi realizzare il disegno e, se te la senti, inviarmelo.
Lo osserveremo insieme, prestando attenzione agli elementi che emergono dalla tua rappresentazione.
Perché l’Arteterapia può iniziare proprio da un gesto molto semplice: prendere un foglio, una matita e vediamo ciò che la nostra mano ha scelto di raccontare.
gaobi
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