Il numero 72: il mistero dei 72 Angeli tra tradizione e ricerca di Igor Sibaldi
Ci sono numeri che incontriamo ogni giorno senza prestarvi particolare attenzione.
Poi ce ne sono alcuni che, quando iniziamo a seguirne le tracce, sembrano comparire in luoghi e tradizioni molto lontane tra loro.
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Il 72 appartiene a questa seconda categoria.
Lo abbiamo incontrato parlando dei 72 Angeli, ma più ci avviciniamo alla sua storia più ci accorgiamo che questo numero possiede una trama molto più ampia.
È presente nella tradizione biblica e nella mistica ebraica, compare nella storia delle interpretazioni angelologiche e assume un significato particolare nella ricerca di Igor Sibaldi.
Ed è proprio da qui che vorrei partire.
Perché prima di incontrare gli Angeli uno alla volta, forse vale la pena fermarsi davanti al numero che li riunisce.
Perché proprio 72?
Il 72 e i tre versetti dell’Esodo
La storia più conosciuta del 72 ci porta nel libro dell’Esodo, precisamente nei versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14.
Sono i versetti che raccontano uno dei momenti più simbolici della Bibbia: il passaggio del popolo d’Israele attraverso il Mar Rosso.
Nel testo ebraico tradizionale questi tre versetti possiedono una caratteristica davvero particolare.
Ognuno contiene 72 lettere.
Tre versetti.
Settantadue lettere ciascuno.
La tradizione cabalistica ha osservato questa struttura e ha utilizzato le lettere dei tre versetti per costruire 72 combinazioni di tre lettere. Il primo e il terzo versetto vengono letti nella direzione abituale, mentre il secondo viene considerato in senso inverso. In questo modo si ottengono 72 triplette.
Il risultato è quello che nella tradizione viene chiamato Nome di 72, o Shem HaMephorash.
Ed è qui che il nostro viaggio diventa particolarmente affascinante.
Perché, all’origine, queste 72 combinazioni non sono ancora i 72 Angeli che conosciamo oggi.
Sono 72 triplette di lettere legate alla tradizione dei Nomi divini.
La trasformazione in un sistema di 72 Angeli appartiene a sviluppi successivi dell’angelologia.
Questa distinzione ci permette di seguire la storia con maggiore attenzione, senza sovrapporre tradizioni diverse.
Tre versetti, tre direzioni
C’è qualcosa che mi colpisce particolarmente osservando i tre versetti da cui nasce il sistema.
Il primo racconta la presenza dell’Angelo e della nube.
Il secondo descrive la nube che si pone tra due gruppi e crea una separazione tra luce e oscurità.
Il terzo racconta il vento che apre il mare e crea una strada.
Se li osserviamo come immagini simboliche, incontriamo una sequenza sorprendentemente evocativa:
presenza → separazione → passaggio.
Prima qualcosa appare.
Poi qualcosa viene separato.
Infine si apre una strada.
Il racconto dell’Esodo parla di un evento fondamentale per la storia biblica. La tradizione mistica ha trovato proprio in quei tre versetti la struttura attraverso cui ricavare le 72 triplette.
E questa idea del passaggio mi sembra particolarmente adatta anche al nostro viaggio nell’angelologia.
Perché conoscere qualcosa significa spesso attraversare una soglia.
72 × 3 = 216
Il sistema contiene un’altra particolarità numerica.
Le combinazioni sono 72.
Ogni combinazione contiene tre lettere.
Quindi:
72 × 3 = 216.
Abbiamo dunque 216 lettere complessive nelle 72 triplette.
È una struttura estremamente precisa.
Tre versetti.
72 lettere per versetto.
72 triplette.
Tre lettere per ogni tripletta.
216 lettere complessive.
Questa costruzione è uno degli aspetti più affascinanti della tradizione del Nome di 72.
E quando osserviamo una struttura così ordinata, viene naturale domandarsi se il numero 72 abbia anche un significato simbolico oltre alla sua funzione all’interno di questo sistema.
Il significato simbolico del 72
Qui entriamo in un territorio più ampio.
Il 72 può essere osservato attraverso diverse tradizioni e differenti sistemi simbolici. È quindi importante distinguere ciò che appartiene a una fonte specifica da ciò che nasce da interpretazioni successive.
Nella tradizione del Nome di 72, il numero è innanzitutto legato alla particolare struttura dei tre versetti dell’Esodo.
In altre tradizioni antiche, invece, troviamo numeri vicini come 70 o 72 associati alla totalità dei popoli e delle lingue del mondo conosciuto. Alcune tradizioni antiche parlano infatti di 70 nazioni, mentre altre, sulla base della versione greca della Genesi, arrivano a 72.
Questo dettaglio è interessante perché introduce un’altra possibile suggestione.
72 come immagine della molteplicità.
Molte lingue.
Molti popoli.
Molte possibilità.
E nel sistema angelologico, ancora una volta, abbiamo 72 figure o possibilità differenti.
Naturalmente si tratta di tradizioni e sistemi simbolici distinti, che non vanno confusi tra loro.
Ma osservare queste ricorrenze ci permette di comprendere perché il numero 72 abbia continuato a suscitare interesse nel corso dei secoli.
Il 72 secondo Igor Sibaldi
Ed eccoci al punto che più ci interessa.
Che cosa rappresentano i 72 Angeli nella ricerca di Igor Sibaldi?
Qui la prospettiva cambia.
Nel materiale ufficiale dedicato alla sua angelologia, Sibaldi parla dei 72 Angeli dell’umanità, dei loro talenti e delle loro debolezze, e delle modalità attraverso cui possono rispecchiare e guidare le potenzialità che ciascuno può manifestare nella propria vita.
Ma c’è una frase che trovo particolarmente significativa:
“Settantadue vie di evoluzione.”
E questa espressione può diventare la chiave attraverso cui leggere tutta la nostra serie.
Non 72 definizioni.
Non 72 etichette.
72 vie.
La parola “via” suggerisce movimento.
Una strada che può essere percorsa.
Un’esperienza che può essere attraversata.
Una possibilità che può essere scoperta.
Una via ogni cinque giorni
Sibaldi propone inoltre un collegamento molto particolare tra i 72 Angeli e il ciclo dell’anno.
72 Angeli distribuiti nell’arco dell’anno significano, secondo questa impostazione, una via di evoluzione ogni cinque giorni circa.
Il giorno della nascita diventa così un punto di riferimento.
Ma la parte che trovo più interessante arriva subito dopo.
Secondo la descrizione di Sibaldi, l’Angelo legato al compleanno parla della propria vocazione e dei propri punti deboli, mentre rimane aperta la possibilità di scegliere quale altra evoluzione-vocazione esplorare.
Questa idea cambia completamente il modo di guardare al proprio Angelo.
Non siamo davanti a un destino immutabile.
Siamo davanti a una possibilità di conoscenza.
Il 72 come mappa dell’essere umano
Immaginiamo una grande mappa.
Su questa mappa esistono 72 sentieri.
Ogni sentiero attraversa un paesaggio differente.
Uno può parlare di coraggio.
Un altro di creatività.
Un altro ancora di conoscenza, relazione, trasformazione, intuizione, libertà o capacità di comunicare.
Nella prospettiva di Sibaldi, gli Angeli diventano così una sorta di mappa delle potenzialità umane. Il suo sito li presenta proprio come possibilità evolutive, associate a talenti e debolezze che possono essere riconosciuti nella vita quotidiana.
E qui l’angelologia incontra qualcosa che mi interessa profondamente: la conoscenza di sé.
Perché osservare un Angelo può diventare un modo per osservare noi stessi.
72 possibilità, non una sola identità
Questa è forse la parte che trovo più bella.
Se pensiamo all’Angelo soltanto come a qualcosa che ci appartiene dalla nascita, rischiamo di trasformare una mappa in un’etichetta.
La prospettiva delle 72 vie di evoluzione suggerisce invece un movimento.
Posso riconoscere una caratteristica.
Posso accorgermi di una mia debolezza.
Posso scoprire un talento.
Posso incontrare una possibilità che prima non avevo considerato.
E posso continuare a cambiare.
In questa prospettiva, il numero 72 diventa quasi una grande tavolozza.
Non una sola tonalità.
Molte.
Perché 72 e non 71 o 73?
È una domanda semplice, ma bellissima.
Dal punto di vista della tradizione del Nome di 72, la risposta parte dalla struttura dei tre versetti dell’Esodo: 72 lettere ciascuno, da cui vengono ricavate 72 triplette.
Dal punto di vista della lettura di Sibaldi, invece, il 72 diventa una struttura attraverso cui rappresentare 72 possibilità evolutive distribuite nell’anno.
Sono due piani differenti.
Il primo appartiene alla storia della tradizione mistica.
Il secondo appartiene alla particolare interpretazione contemporanea di Sibaldi.
Ed è proprio nel dialogo tra questi due piani che il nostro viaggio può diventare interessante.
Il numero 72 e il tempo
C’è poi un’altra immagine che mi piace.
Il numero 72 può diventare una forma di misurazione del tempo.
72 × 5 = 360.
E 360 è il numero tradizionalmente associato ai gradi del cerchio e dello zodiaco.
Restano così cinque giorni per arrivare ai 365 dell’anno solare.
Sibaldi utilizza proprio la suddivisione in periodi di cinque giorni per collegare i 72 Angeli all’anno.
Questa corrispondenza rende il sistema ancora più suggestivo.
Un cerchio.
Un anno.
72 passaggi.
72 possibilità.
È come se il tempo diventasse una ruota sulla quale incontriamo continuamente nuove soglie.
E se il 72 fosse una mappa?
Forse è questa la domanda che vorrei lasciare oggi.
Non:
“Che cosa significa il 72 in assoluto?”
Ma:
“Che cosa può rappresentare per me una mappa composta da 72 possibilità?”
Possiamo guardare il numero come un elemento della tradizione cabalistica.
Possiamo studiarne la storia.
Possiamo osservare la struttura delle lettere.
Possiamo conoscere il modo in cui gli Angeli sono stati associati alle 72 triplette nel corso dei secoli.
E possiamo poi arrivare alla lettura di Sibaldi.
Qui il numero diventa una mappa dell’evoluzione.
Una mappa composta da settantadue possibilità.
E forse la cosa più interessante è che una mappa non serve per dirci dove dobbiamo andare.
Serve per mostrarci che esistono delle strade.
Il mio modo di guardare al 72
Quando penso a questo numero, oggi non penso più soltanto a una sequenza di 72 nomi.
Penso a un grande cerchio.
Penso a settantadue porte.
Alcune le abbiamo già attraversate.
Altre aspettano ancora.
Alcune ci sembrano familiari.
Altre ci incuriosiscono proprio perché parlano di qualcosa che conosciamo poco.
E forse è questo il senso più bello di un viaggio nella conoscenza di sé.
Non arrivare immediatamente a una risposta.
Accorgersi delle domande che prima non avevamo visto.
Il 72, allora, può essere osservato come una mappa.
Una mappa nata da una tradizione antichissima e reinterpretata, nel lavoro di Igor Sibaldi, come un insieme di possibilità evolutive.
E noi possiamo percorrerla lentamente.
Un nome alla volta.
Una settimana dopo l’altra.
Una porta dopo l’altra.
Da qui riparte il nostro viaggio
Per qualche settimana resteremo ancora davanti al numero 72.
Perché dietro un numero apparentemente semplice abbiamo trovato una storia fatta di lettere, versetti, tradizioni, simboli e interpretazioni.
E soprattutto abbiamo trovato una parola che, nella ricerca di Sibaldi, diventa centrale:
evoluzione.
Dopo aver osservato il 72, potremo finalmente tornare alla nostra mappa e cominciare a incontrare i suoi protagonisti.
Uno alla volta.
Con calma.
Perché forse il modo migliore per conoscere un Angelo è proprio questo:
non avere fretta di arrivare alla fine del viaggio.
gaobi
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