Comunicazione non verbale in riflessologia.

Il bimbo è un giudice implacabile alla qualità del contatto.

La comunicazione non verbale, se è vero che tra adulti ha valenza per il 70 per cento nella qualità dello scambio interpersonale, in riflessologia con i bimbi piccini assume una valenza quasi totale.

Secondo uno dei principi che governano la riflessologia, la pressione esercitata su un punto riflesso produce effetto su tutto il corpo.

La pressione esercitata in particolar modo su un punto riflesso di piede, mano o viso produce una pressione diretta prima sull ‘estremità provocando una reazione che sul piccino è notevolmente amplificata.

Il bimbo non ha vie di mezzo, non fà smorfie per comunicarci un eventuale fastidio o forte pressione, ma si divincola come se volesse scappare.

La sincerità del bimbo ricorda quella di un animale selvatico, la comunicazione si fa profonda, quanto abbiamo da re imparare da loro!

L’adulto presenta un certo “pudore del dolore”, si vergogna quasi di ammettere il dolore, come se abituato alla sopportazione deve mostrarsi sempre forte.

Il consiglio è quello di ascoltarsi, rilassarsi e lasciare che avvenga uno scambio energetico profondo che può solo apportare benessere.

Gaobi

 

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Storia di un ragazzo autistico non verbale ma pesante
Manuel Sirianni

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