Riflessologia è CON-TATTO

da una semplice carezza al con – tatto riflessologico

La parola massaggio (che rappresenta il primo contatto riflessologico) ci fa pensare a mani esperte che con tatto e sensibilità, accarezzano, sfiorano, frizionano, premono donando sollievo. I polpastrelli delle dita e il palmo delle mani hanno una sensibilità tattile particolarmente sviluppata. Le mani sono privilegiate nella qualità del contatto con il ricevente, questo rispetto ad altri strumenti che possono essere utilizzati nella riflessologia. Forse storicamente non è possibile risalire all’istante preciso in cui un gesto naturale e spontaneo come una carezza, un tocco per richiamare l’attenzione, per comunicare, per confortare o proteggere sia divenuto un gesto di consapevole guarigione dell’altro. Sarà insito nel DNA degli esseri viventi occuparsi dei propri simili. Il contatto tra simili ha anche valenza di incoraggiamento, esortazione a reagire, a ritrovarsi forti e capaci di abbracciare gli eventi. Il primo contatto di pochi secondi con il ricevente di riflessologia è tutto questo e molto altro ancora. Occuparsi di riflessologia è sempre un atto di amore, affidatevi a un bravo riflessologo, che ha studiato per anni e continua ad approfondire la disciplina come missione di vita.

Gaobi


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