I semi di neem, studi scientifici e sperimentazioni in corso…

E’ una “sempre verde” che può  crescere fino a 25 metri, vivere fino a 300 anni, e produce piccoli frutti  giallastri contenenti uno o più semi in un nocciolo duro. Anche le altre  parti dell’albero (foglie, corteccia, legno, radici, polpa dei frutti, fiori)  contengono sostanze con effetti medicamentosi, ma nei semi è la maggiore varietà  e concentrazione.

In circa 60 anni di studi (esiste una cospicua  bibliografia) è stato analizzato a fondo l’intero campo d’azione del neem (per  singole parti dell’albero o miscele di esse): proprietà analgesiche,  antipiretiche, anti-malariche, anti-infiammatorie, anti-staminiche, diuretiche,  ipoglicemiche (effetti antidiabetici), anti-acidogastriche, anti-tumorali,  anti-reumatiche, anti-artritiche, equilibranti dei sistema nervoso centrale,  spermicide, anti HIV, anti disturbi urinari, anti diarrea/dissenteria,
ipotensive (effetti protettivi per il cuore), purificanti, anti tossine, anti  radicali liberi, purgative, epatoprotettive, anti malattie del sangue, anti  emorroidali, anti lebbra, anti venefiche, anti prurito, anti bruciori interni e  superficiali, anti microorganismi Gram positivi e Gram negativi; grandi  capacità nella lotta biologica contro moltissimi parassiti (pesticida
naturale). Suoi derivati entrano in fertilizzanti, ammendanti, mangimi,  fitofarmaci (per uso veterinario, umano e botanico), prodotti di industria  cartaria e plastica, coloranti per tessuti, collanti, combustibili, carburanti  (anche in miscela con gasolio), cosmetici, articoli per toilette.

Una  conferma dalla natura: in India, i passeri aggiungono foglie di neem ai loro  nidi, e poiché non le mangiano e l’analisi mostra l’assenza di molti parassiti  usualmente presenti nei nidi, sembra evidente un uso indotto dalla constatazione  empirica, come avviene spesso fra gli animali. L’olio di neem contiene  molecole in grado di contrastare virus, batteri, funghi, ed ha proprietà  idratanti, rigeneranti e ristrutturanti e quindi è efficace, ad esempio, sulle  più comuni affezioni dermatologiche. Inoltre ha rivelato proprietà  insettifughe.

Altra applicazione si ha per i problemi delle gengive:  grazie all’attività anti-infiammatoria, dovuta alla presenza di agenti inibitori  delle prostaglandine, l’olio risolve molte affezioni dei  peridontio. Anticamente, rametti di neem venivano masticati (come facciamo  noi oggi con la gomma da masticare) ogni giorno da milioni di indiani: oggi  l’olio di neem è usato in paste dentifricie che, oltre a quanto sopra,  contrastano la formazione della placca e imbiancano notevolmente i  denti.

Trattamento topico dell’ACNE: fra i ceppi patogeni inattivati dal  neem, vi sono la salmonella tifi e lo stafilococco aureo. Proprio  quest’ultimo è responsabile delle tipiche manifestazioni acneiche,  caratterizzate da ascessi e pustole dolenti. Lo stafilococco aureo inoltre contamina molti cibi e dà infezioni secondarie in peritoniti, cistiti,  meningiti. Molti suoi ceppi sono resistenti alla penicillina e altri antibiotici  specializzati, ed è responsabile della diffusione di infezioni negli  ospedali.
Il neem è un multicomponente complesso e perciò sfugge alla  capacità dei batteri di formare ceppi mutanti resistenti.

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